Per i più attenti fra voi che giornalmente (settimanalmente, mensilmente, annualmente, etc. etc.) ci seguono, avrete notato che è un po’ di tempo che latito su queste pagine. Diciamo che diversi avvenimenti, unitamente all’avvicinarsi all’orizzonte di un evento epocale (ovviamente non videoludico, ma molto più personale), non mi hanno permesso di coltivare con la dovuta [...]
Ne è passato di tempo da quando la mia amica Cristian (Cristian Cassina è uno dei migliori articolisti sul retrogaming d’Italia) mi manda un video su youtube che mostrava un simpatico nord americano che giocava a Call of Duty utilizzando la Nintendo Wii. Sembrava un marine, si nascondeva dietro la poltrona, muoveva il controller verso la tv sparando come Rambo, il tutto con l’entusiastico commento del morbegnese Cassina. “Me lo compro me lo compro” diceva bimbominkiesticamente Cristian e così fù. Logicamente il mio spirito simulativo mi portò a prenderlo in giro per i successivi 2 anni finchè alla fine mi convertii anche io, convinsi mia moglie che giocare la sera alla Wii insieme sarebbe stato meglio che vedersi la TV sola mentre io magari ero sul PC con Flight Simulator ed andai da Mediaworld.
Questa storia è probabilmente comune a molti dei 50 milioni di persone che hanno preso la Wii in questi anni.
Si va a casa dell’amico/parente si tirano due palle sulla pista da bowling e si torna a casa gridando “Me la compro me la compro”. E questa frase a differenza di altre volte è pronunciata non dal bambino 15enne o dall’appassionato videogiocatore… bensì da gente di 40 anni che non ha mai utilizzato una console (ho visto mio padre a 50 anni boxare con Wii Sport con una veemenza inaspettata).
Quindi ricapitolando con la Wii succede una rivoluzione. Diventano giocatori, grazie all’immediatezza del controller, milioni di persone che con i videogames non avevano niente a che fare. Cosa comporta questo?
Comporta che gli sviluppatori si dedicano in massa a compiacere questa tipologia di utente sviluppando giochi di bassa qualità/difficoltà pronti per essere usati nella serata fra amici al posto del Risiko.
La Wii a questo punto diventa la console più venduta e meno utilizzata della storia del videogaming. Ci si riduce ad usarla per brevi periodo e soprattutto in gruppo.
Il punto qui è.. questa immissione di videogiocatori sul mercato è un bene o un male.. è logicamente un bene se si pensa che questi giocatori col tempo si evolveranno e cercheranno videogames diversi dal bowling di Wii Sport o da Mario Kart.. questo succederà? Speriamo di si.
Non mi sento nemmeno di concordare con il simpatico (?) Liliegrin (sviluppatore EA, la serie Battlefield ad esempio è anche sua) che reputa la Wii un “virus” e che dichiara che non investirebbe allo stato attuale una buona idea sulla console Nintendo. Se non si sviluppano nuove idee su una base così amplia di utenti come si può pensare di farli crescere? Conosciamo le limitazioni grafiche della Wii, ma se il progetto è buono la grafica può anche andare a farsi friggere. Non sarà che quello che frustra Liliegrin sia proprio il fatto che il basso livello della grafica mette in luce la “povertà” di alcuni titoli che magari visti su PS3 ti fanno gridare al miracolo solo per qualche effetto grafico spettacolare? Anche questa è un ipotesi secondo me.
Traendo le conclusioni. Cosa ci si aspetta da una console? E’ solo questa la domanda. E ogni risposta ha la sua console di riferimento.
Commenti
4 risposte to “Nintendo Wii a 4 anni dalla sua uscita, pontificando.”
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Posto che si tratta del nodo gordiano di questa generazione (altro che HD..), e che la mia opinione pro-Wii è nota pur con tutti i “ma” e i “però” del caso, quello che mi chiedo è quanti utenti scontenti della console gli abbiano dato seriamente una possibilità, acquistando i giochi che valeva la pena di acquistare e giocandoli a fondo prima di poter dire: “è una sòla”.
E non parlo solo di titoli di nicchia come Zack & Wiki, Little King’s Story o No More Heroes, ma anche di masterpiece come Smash Bros. o Mario Galaxy, che pur avendo venduto abbastanza, hanno piazzato un numero infinitesimale di copie rispetto alla base installata: certo, se uno aspetta di avere Gears of War su Wii aspetterà un pezzo, ma se uno vuole prendere quanto di buono c’è, da giocare ce n’è eccome.
Io come giocatore mi ritengo piuttosto “evoluto”, eppure dopo Heavy Rain il gioco che aspetto di più, ora come ora è Super Mario Galaxy 2, non Halo: Reach.
“quello che mi chiedo è quanti utenti scontenti della console gli abbiano dato seriamente una possibilità, acquistando i giochi che valeva la pena di acquistare e giocandoli a fondo prima di poter dire: “è una sòla”.”
Quoto interamente. Aggiungo solo una considerazione a quanto scritto nel post, anzi no, due.
La prima è che non vedo nulla di particolarmente negativo in Mario Kart dal punto di vista del giocatore cosiddetto tradizionale. Quindi non mi dispiace affatto che abbia venduto le sue belle milionate.
La seconda è che una risposta al “dopo Wii Sports” ce l’abbiamo già, e si chiama… Wii Sports Resort. Un gioco che ha già piazzato un numero considerevole di copie, che fino a pochi mesi addietro (introduzione del Wii Black in Europa) erano state tutte quante acquistate senza il “trucco” del bundle con la console e che pertanto rappresentano IMHO una concreta indicazione di quanto possa già essere in atto una maturazione/evoluzione dell’utenza: Resort infatti migliora in maniera sostanziale tutto ciò che si è visto nel predecessore, sia dal punto di vista meramente estetico che ludico.
Io sono fiducioso, è grazie ad approcci sperimentali come Wii/DS (che poi per carità, è IMHO ovvio che Nintendo si muova in questa direzione per ritagliarsi una fetta di mercato quanto più possibile priva di concorrenza: una concorrenza che solo a fine 2010 sfornerà prodotti come Natal e Move, palesemente orientati a rosicchiare il successo del Wii) che ritengo si possa far qualcosina per risvegliare il mercato da un torpore creativo -e mettiamoci pure costi di sviluppo non indifferenti- che a mio modesto avviso rischia di farlo implodere.
Spero che il senso del mio articolo non sia stato travisato..
Quello che volevo affermare è che:
“Questa immissione di videogiocatori sul mercato è un bene o un male.. (per me) è logicamente un bene se si pensa che questi giocatori (sicuramente) col tempo si evolveranno e cercheranno videogames diversi dal bowling di Wii Sport o da Mario Kart (che da parte delle software house sono giochi “deprecabili” in quanto non usano “spettacolari effetti speciali” per nascondere titoli assolutamente “triti e ritriti”. “
Whooops… mi era sfuggito “è logicamente un bene”!
Condivido naturalmente il discorso dei giochi “deprecabili” (per talune SH).